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Le azioni sono costose? La storia del Price Earning Ratio

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Come è possibile che i mercati azionari (soprattutto quelli statunitensi) abbiano recuperato le perdite di marzo mentre gli utili delle aziende quotate sono in calo e le economie impiegheranno qualche anno prima di recuperare la perdita creata dal virus? La situazione attuale ci evidenzia quotazioni alle stelle...giustissimo, ma ciò non significa forzatamente che le azioni siano care. Dati Thomson Reuters Eikon Il grafico riportato sopra ci mostra l'evoluzione nel tempo di uno dei principali indicatori che viene utilizzato in analisi finanziaria: il rapporto tra il prezzo delle azioni e gli utili delle aziende (price/earning). Questo indicatore ci misura quante volte il prezzo delle azioni è rapportato rispetto agli utili che le stesse possono generare/distribuire. Un P/E basso quindi ci indica un'azione che quota poco rispetto agli utili (effettivi/prospettici) che l'azienda stessa può generare, al contrario un P/E alto ci dovrebbe indicare che quel titolo azionario è molt...

Negatively Yielding Global Bonds

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Il grafico, elaborato da Bank of America, mostra come il quantitativo di obbligazioni mondiali con rendimenti negativi (tassi negativi) abbia raggiunto un nuovo record come nel 2019. Attualmente il volume di obbligazioni a rendimento negativo a livello mondiale ha un valore di quasi 17 trilioni di dollari. Questa situazione a che conclusioni puó portarci? La prima, e più semplice, è che trovare rendimento nel settore obbligazionario governativo sarà molto difficile e la seconda è che, in un’economia che fatica la ripresa, la permanenza di una politica economica di tassi bassi perdurerà ancora per un po’ di tempo. Trovare quindi rendimenti interessanti in investimenti di tipo “risk free” (a rischio limitato) è impossibile e, probabilmente, lo sarà per diverso tempo. Una soluzione? Procedere con una corretta diversificazione dei propri investimenti al fine di trovare interessanti rendimenti mantenendo un profilo di rischio contenuto.  Al prossimo grafico, Federico Rossi - Consulente ...

Equity allocation by non-bank investors

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  Il posizionamento azionario negli anni - Grafico elaborato da JP Morgan Il grafico elaborato da JP Morgan evidenzia il peso globale della parte azionaria da parte degli investitori "non-bank" (investitori non istituzionali - privati) rispetto alla totalità del portafoglio complessivo detenuto (comprendendo obbligazioni e massa monetaria). Come evidenziato dal grafico siamo al di sotto della media "post Lehman" (2008) che si attesta attorno al 43% (linea tratteggiata in rosso). Attualmente il valore è pari al 41%, dato in crescita dopo il crollo di inizio trimestre dovuto alla paura della pandemia di Coronavirus che aveva visto un calo del posizionamento azionario medio al 37%. Attualmente ci troviamo al di sotto della media storica degli ultimi 20 anni (linea tratteggiata in bianco) e  un eventuale ritorno ai massimi recenti pari al 47,8% (2018) porterebbe ad un impatto del 32% di crescita sull'azionario internazionale. Al contrario il posizionamento obbligazi...

Seasonality - S&P 500

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Rendimento medio bimestrale dal 1985 sull'indice S&P 500 - Dati Goldman Sachs Lo sapevi? Anche i mercati finanziari risentono della stagionalità e della "voglia di ferie". In questo istogramma si evidenzia il rendimento medio bimestrale del principale indice azionario americano, lo Standard and Poor's 500 (dove sono quotate le principali aziende americane), dal 1985. L'impatto visivo è decisamente forte, risulta molto evidente come l'ultimo trimestre dell'anno abbia generalmente maggiori ritorni in termini percentuali rispetto alla restante parte dell'anno; ma a cosa è dovuto questo? La fine dell'anno è solitamente spinta al rialzo da plurimi fattori tra cui:  1) volontà da parte delle aziende di raggiungere i budget annuali (una sorta di corsa alle vendite/fatturato entro la fine dell'anno)  2) stagione di acquisti da parte dei consumatori per imminente avvicinamento al periodo natalizio  3) fattore di investimento del premio produzione/tr...

U.S. Real Retail - Food Services and Recessions

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Grafico elaborato da FED di St.Louis - Dati in milioni di dollari Il dato sulle vendite al dettaglio e sui servizi ristorativi può essere visto come un indicatore previsionale di un'imminente recessione? A leggere dal grafico aggiornato dalla FED di St. Louis si potrebbe proprio affermare di si. Si può infatti notare come, nelle aree cerchiate in rosso, un rallentamento delle vendite e dei consumi nel settore ristorativo (con una stagnazione) abbia predetto delle fasi di recessione (evidenziate in grigio). Negli Stati Uniti il peso delle vendite al dettaglio e dei servizi ristorativi sul Prodotto Interno Lordo è pari al 70% con una variazione annualizzata (aggiornata a giugno 2020) che ha segnato un timido 0,40%. Interessante è notare il rapidissimo rimbalzo delle vendite al dettaglio nella fase post Covid il che ci mostra, a fronte di un crollo decisamente marcato di questo indicatore, come ci si trovi di fronte ad una circostanza mai verificatasi in precedenza nella storia e di d...

Heavy Trucks Sales And Recessions

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Vendite di camion e recessioni - rapporto elaborato su dati Federal Reserve di St. Louis I mercati finanziari tendono ad anticipare (o seguire) l'andamento dell'economia reale.  Esistono i più svariati indicatori che ci mostrano in che condizioni si trova l'economia di un paese, uno fra questi è certamente il dato relativo alla vendita di camion (Heavy Trucks) negli USA che, in maniera indiretta, ci mostra come crescano (o si contraggano) le movimentazioni di merci (e quindi i consumi) all'interno del paese a stelle e strisce. Stando al grafico postato quest'oggi vi è un rapporto diretto fra vendita di camion (in milioni) e andamento dei mercati finanziari (fasi di recessione in grigio). Secondo gli ultimi dati la vendita di mezzi di trasporto pesanti ha visto una crescita portandosi a 306k unità nel mese di Giugno dal precedente 282k di Maggio (dato più basso dal Maggio 2011). Il rapporto fra vendita di mezzi di trasporto ed economia mostra quindi come un veloce de...

Bull Markets Analogs

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Trend degli ultimi mercati rialzisti da uno studio di Fidelity Stando ad uno studio condotto da Fidelity (aggiornato settimanalmente) l'andamento attuale del mercato finanziario statunitense sta ricalcando il rimbalzo dal punto di minimo avvenuto nel 2007/2008 (crisi Lehman Brothers). Da un punto di vista tecnico il superamento di importanti livelli sui listini americani ha confermato e rafforzato il trend avvenuto negli ultimi mesi con rialzi spinti dall'euforia della ripartenza economica e dagli ingenti aiuti provenienti sia dalla Banca Centrale Americana (FED) che dall'amministrazione Trump. Ricordiamo che quest'anno siamo nell'anno elettorale americano, al di là della questione Covid-19 potranno verificarsi ulteriori momenti di alta volatilità sui mercati dovuti anche all'ipotesi di una vittoria da parte dei Democratici guidati da Biden. Ipotesi quest'ultima che, in un'ottica di ingenti spese pubbliche e programmi di tassazione dei redditi societari ...

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